Novità Venerdì, 05 Giugno 2020

I legni pregiati della nostra LESMO WOOD

La scelta di un'essenza è un passaggio molto importante del progetto di arredo che completa l'estetica e l'anima della nostra cucina.

Venature, luminosità e tinte sono elementi che decidono tanto l'atmosfera del luogo secondo gusti specifici, quanto le logiche funzionali e stilistiche con cui lo stesso si lega al resto degli ambienti della casa, soprattutto in caso di open space.
Gieffe Cucine vi propone quindi una serie di riflessioni e di informazioni che riguardano alcune delle 15 finiture disponibili per la nostra cucina LESMO WOOD: una delle protagoniste del catalogo LIVING SUPREME capace con la sua mirabile linearità di celebrare il legno al massimo grado, ponendolo come presenza viva e caratterizzante.  

EBANO
Un legno dal cuore nero: così appare in sezione di tronco l'ebano. La sua tinta naturalmente scura e profonda lo rende un materiale iconico e dotato di un fascino intrinseco che seduce da sempre designer, architetti, artigiani e committenti raffinati.
Caratterizzato da peculiarità estetiche e meccaniche uniche, l’ebano è ricavato dalle piante del genere Diospyros, native dell’India e dell'Indonesia, diffuse anche in Africa Orientale.
Deve la sua tinta nera ad un'azione fungina progressiva che dissecca la circolazione linfatica della pianta: essendo il suo tipico colore una caratteristica che acquisisce gradualmente nel tempo, l'ebano totalmente nero è quindi il più pregiato e costoso poiché è la tipologia che presenta la più lunga “decantazione”.
La stessa azione fungina rende questa essenza priva di porosità, con una massa dura e compatta refrattaria all’acqua e particolarmente resistente all’umidità.
Stabile, solido e ammaliante, l’ebano è il legno ideale per una finitura misteriosa, intensa e capace di superare le categorie del classico e del moderno.

NOCE CANALETTO
Il “noce canaletto” è la trasposizione in italiano del noce americano, (il suo habitat naturale è nelle foreste che corrono tra il Canada e la Louisiana) conosciuto all'estero anche come Carya e Pecan (termine derivato dal suo frutto definito “noce pecan”). Simile al noce europeo, il termine “canaletto” descrive la raggiera di canali che trasportano la clorofilla, ben scanditi e visibili nella sezione del tronco, fusto che può raggiungere un'altezza anche di 30 metri.
Importato dall’America settentrionale e utilizzato in Europa già all’inizio del XVII secolo, come presenza nobile ed ornamentale per parchi e giardini, oggi il Noce Canaletto è la finitura perfetta per mobili ed impiallacciature: presenta un colore naturale scuro con gradazione cinerine e screziature capaci di creare spazi morbidi e raffinati. Il suo talento è quello di sposarsi con uguale armonia sia allo stile glamour che al più severo minimalismo.

PALISSANDRO
Utilizzato per costruire stecche da biliardo, ma anche alcuni strumenti musicali come il fagotto, il controfagotto, la marimba, lo xilofono, chitarre e bassi (nonché per alcuni componenti del violino), il palissandro è un legno ricavato da alcune piante del genere Dalbergia, presenti nel Sud America, in alcune aree dell’Africa Sub-Tropicale, dell’India e dell’Indonesia.
Il palissandro è un legno con una importante storia nel settore del mobile: già in uso nell'ebanisteria francese del '700  con il nome di bois de violette e in Inghilterra come rosewood (proprio per il suo tipico e naturale profumo dolciastro, da questo legno si estrae un olio aromatico che vanta essere uno degli ingredienti dell'iconico profumo Chanel N°5).
La tinta tipica del palissandro è di un intenso marrone con venature seppia molto ben scandite. Di presenza stravagante e al contempo elegante e raffinata, questo legno è stato spesso abbinato a contrasto con bronzi dorati. Oggi le tendenze del design e della moda ispirano e consigliano abbinamenti audaci e sorprendenti, che vedono il palissandro cantare la sua bellezza accanto a materiali tecnici e contemporanei.

LEGNO CARBALLO
Più propriamente denominato Quercus robur, il carballo è un albero robusto, dal portamento maestoso, che con i suoi 40 m di altezza svetta nelle aree boschive e nelle foreste di Europa, Asia e Nord America.
Il nome latino specifico “robur”, che in italiano significa “forza”, è stato scelto per questa specie da Linneo (medico, botanico, naturalista e accademico svedese vissuto nel 1700) poiché usato in antichità dai romani per designare le querce e qualsiasi tipo di legno duro e di grande solidità. Il legno di questa quercia è di colore bruno-fulvo, molto duro, a grana fine, con anelli di crescita ben marcati, piuttosto pesante e molto resistente all'acqua. Utilizzato da sempre per le doghe dei barili e per le botti di vino e liquori, come nella costruzione di navi, la resistenza di questo albero è forse una proprietà che deriva dalla sua impressionante longevità: può superare i 1000 anni di vita e impiega a fiorire fino a quaranta o cinquant'anni. Quindi prepariamoci ad accogliere nella nostra casa un ospite di tutto rispetto, capace di riempire i nostri spazi di una bellezza evidente e ricca di suggestioni.

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